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Le elezioni del 2008

Eletti i nuovi membri della Rappresentanza dei residenti ExtraUe: affluenza al 21 percento

Soddisfatti Sindaco e assessore all'immigrazione

Le elezioni dei due consiglieri aggiunti svoltesi domenica 15 giugno hanno decretato i nomi dei dodici membri ExtraUe della nuova Rappresentanza. Un evento che la maggioranza definisce importante e di cui il Sindaco si dice assolutamente orgoglioso, un inutile spreco di risorse per la minoranza. In ogni caso, il tema dell'immigrazione resta al centro del dibattito e il Sindaco fa il punto sulle politiche che l'Amministrazione intende perseguire, tra cui, non ultima, c'è la creazione di un'Istituzione, strumento ritenuto utile a salvaguardare i progetti sviluppati in città negli anni.

Domenica 15 giugno ha votato il 20,7 percento degli aventi diritto, ovvero più di 1600 residenti ravennati con cittadinanza extraUe, per eleggere i due consiglieri aggiunti a Palazzo Merlato e dieci consiglieri di circoscrizione (uno per ogni parlamentino) che comporranno la nuova Rappresentanza. Una percentuale certo non vertiginosa, se paragonata a quelle delle politiche o delle amministrative "regolari", ma di cui comunque si sono detti molto soddisfatti sia il sindaco Matteucci che l'assessore Farabegoli. In effetti, a guardare i dati di altre città che si sono dotate di organismi simili, quello di Ravenna appare praticamente un record (a Imola nel 2007 ha votato il 16,3 per cento degli aventi diritto; a Bologna il 19, a Cesena nel 2006 appena l'8,7. Per la scorsa Rappresentanza, nel 2003, aveva votato poco più del 22 percento di una popolazione che era circa la metà di quella attuale e comprendeva anche cittadini rumeni, polacchi e bulgari (oggi comunitari). Le operazioni di voto si sono svolte regolarmente in tutti i seggi, malgrado la manifestazione organizzata a Lido Adriano nella mattinata. Uno sparuto gruppetto di Fiamma Tricolore aveva infatti ottenuto il permesso dalla Questura per un "presidio" di due ore davanti al seggio allestito all'Agorà proprio per protestare contro le elezioni. A "contrastarli", un gruppo di qualche decina di persone tra cui alcuni militanti dei Cobas, dei Proletari comunisti e di Prc. L'atmosfera si è naturalmente fatta piuttosto concitata e come prevedibile sono volati vari "scambi di cortesie". Il commissario provinciale di Fiamma Tricolore sostiene anche di essere stato colpito da una manifestante della parte avversa che l'ha costretto alle cure del Pronto soccorso. Nei giorni successivi il sindaco, presente a Lido Adriano, ha presentato un esposto-segnalazione al Procuratore della Repubblica con riferimento ai cori razzisti che ha udito durante la manifestazione da parte di Fiamma Tricolore. Comunque sia andata, nessun immigrato è stato coinvolto direttamente o ha risposto ad alcuna provocazione e le elezioni si sono svolte tranquillamente. Tanto più che proprio al seggio di Lido Adriano si è registrata l'affluenza più alta del territorio, con il 27 % dei votanti che per tutto il giorno hanno fatto la fila. «Sono stato nel seggio - ha raccontato il sindaco Matteucci - ed è stata un'esperienza bellissima. Ho incontrato decine di persone che si erano recate con la famiglia a votare e ho visto quanto importante per loro fosse quella giornata». E proprio a loro, agli elettori, pensa l'assessore Farabegoli chiedendo agli avversari politici che parlano di "flop" dell'iniziativa «più rispetto per le persone che hanno votato. Dobbiamo capire che gli immigrati non sono la nostra fotografia. Alcuni, per esempio, hanno protestato perché è stata data loro la matita, temevano che il loro voto potesse essere cancellato».

Il nuovo presidente è Pouye
La vicepresidenza va a una donna: Miranda Kalefi
A differenza del 2003, le elezioni di quest'anno non si basavano sulla "provenienza" geografica dei candidati. O almeno non avrebbero dovuto. Di fatto, a guardare i risultati, la sensazione è che invece almeno in parte non sia andata proprio così. Un fenomeno che non deve stupire: si vota chi si conosce e si conosce meglio chi parla la propria lingua e fa parte della propria comunità. Sta di fatto che Babacar Pouye, grande favorito alla vigilia, ha vinto distanziando tutti, con oltre il 35% dei voti. Senegalese, si diceva già da prima che sarebbe riuscito a compattare gran parte del voto africano e così dev'essere stato. Ecco allora che Pouye, campione olimpionico, ragioniere e mediatore culturale, prende il posto del presidente uscente, anch'egli senegalese, Fall Modou. Risultato invece piuttosto deludente per le due donne africane in lizza, che però puntavano forse più al voto femminile che di provenienza. La candidata (sostenuta anche dal Pd) Titilope Hassan ha ottenuto il 3,2 percento, preceduta da Layla Chouni, che ha conquistato il 4,6 %, risultati che, come si diceva, non hanno sorpreso i più.

Ciò che invece forse era meno prevedibile è il voto sui candidati albanesi, ben sei in lizza. Sokol Palushaj, infaticabile vicepresidente della Rappresentanza uscente, è arrivato solo terzo, battuto da Miranda Kalefi, che ha conquistato il 23% dei voti. Palushaj, che aveva avuto dubbi fino all'ultimo sulla propria candidatura, ha totalizzato 177 voti (pari all'11,2 percento). Pur essendo spesso oggetto degli attacchi di LpRa (che invece ha espresso apprezzamento per i nuovi eletti), Palushaj, così come Modou, è stato un esempio di impegno riconosciuto da molti, a cominciare da Sindaco e Assessore, e il suo contributo è stato essenziale alla realizzazione di diversi progetti, dal Festival delle culture all'elezione della Rappresentanza stessa. A loro va infatti anche il ringraziamento del neopresidente Babacar, che ha ribadito, così come l'assessore, l'intenzione di coinvolgere in iniziative future tutti i partecipanti alle elezioni. Tra questi non potrà mancare Arion Abdyli, arrivato quarto con il 10,7 percento dei consensi, noto per il suo impegno con i Gruppi di impegno laico. Gli altri tre candidati albanesi erano la combattiva Luljeta Idri (6,8 %), Fatmir Pregu (3,4 %,) e Daka Karlo (2,1%).

Nelle dieci circoscrizioni, invece, sono stati eletti John Victor Iroguehi nella Prima, Fatmir Pregu (candidato anche a Palazzo Merlato) nella seconda, Diallo Papa Elhadj Ndiogou nella Terza, Anyalemechi Bennett George Ikechukwu a Mezzano, Ahmed Tuseef Qamar a Roncalceci, Diop Mbayang a Castiglione, Omogiate Eunice Osaro nella delicata circoscrizione del Mare, Galzote Vic Ildefonso Dion Jr a Sant'Alberto, Diagne Khady a Piangipane e Diagne Mamadou a San Pietro in Vincoli.

I consiglieri resteranno in carica fino al 2011 e dovranno essere rieletti entro sei mesi dall'insediamento del nuovo consiglio comunale. A giorni, la nuova Rappresentanza (che sarà a breve completata da sei membri comunitari scelti dalle associazioni) si riunirà per la prima volta, prima di essere accolta in consiglio comunale.

OPINIONI
Soddisfazione del Pd, critiche dal pdl
«Il giorno 15 giugno 2008 segna una data di fondamentale importanza nella storia civica di Ravenna. Il voto alle persone migranti presenti nel nostro territorio, per la nomina dei due consiglieri comunali aggiunti, rappresenta un passo avanti in direzione di una più matura e consapevole integrazione fra persone provenienti dalle diverse parti del mondo». Sono le parole del coordinatore comunale del Pd Danilo Manfredi. Prevedibilmente di natura opposta le dichiarazioni del Pdl, in cui si legge: «La scarsissima affluenza alle urne si presta a due considerazioni: gli immigrati non sono interessati ad eleggere loro rappresentanti in Consiglio Comunale e nelle Circoscrizioni; gli immigrati non sono ancora pronti, nel senso che non avvertono l'opportunità che è stata loro offerta». E contestano le spese sostenute a carico della collettività per l'iniziativa, chiedendo di conoscerne l'entità.

Il Sindaco: «Ragioneremo sull'idea dell'istituzione»
Piena sintonia tra Sindaco e l'assessore Ilario Farabegoli, all'indomani delle elezioni della Rappresentanza, anche sulle politiche da perseguire sul tema dell'immigrazione. Innanzitutto, Matteucci conferma ciò che era stato anticipato e caldeggiato da Farabegoli, ossia l'intenzione di ragionare sull'opportunità di creareun'istituzione che riunisca i diversi progetti di accoglienza, mediazione, informazione e servizi all'utenza immigrata. «Questo non significa che la faremo - dice Matteucci - ma che valuteremo l'opportunità».

Dopodiché snocciola le priorità per la sua Amministrazione: la scuola, perché, dice, i "bambini sono mediatori culturali naturali"; la valorizzazione dei progetti di mediazione di comunità «azioni - spiega - che danno effetti non immediati, ma che sono fondamentali nel medio periodo»; il coinvolgimento dei privati nel reperire risorse. Per il 2 luglio annuncia un incontro con le associazioni di imprenditori partendo dal presupposto che chi chiama in Italia manodopera straniera per le proprie aziende non possa e non debba poi disinteressarsene, scaricando i costi sulla collettività. In pratica, si parla per esempio di case per i lavoratori e di risorse per creare luoghi di incontro e svago (che il Sindaco auspica "misti"). Tutto questo, spiega ancora Matteucci, nasce da una convinzione: «le nostre città possono diventare polveriere se l'immigrazione viene vista solo in modo utilitaristico». E non nasconde la preoccupazione per il calo delle risorse destinato proprio al capitolo integrazione deciso dal governo centrale.